TRACE, Transparent Responsible Advanced Sourcing for Ceramic Ecosystems, è un progetto di ricerca industriale e sviluppo sperimentale che sta costruendo il primo ecosistema cognitivo nazionale per la gestione dei fattori di produzione della ceramica: un sistema capace di rappresentare, interpretare e anticipare il comportamento di materie prime, processi e rischi di approvvigionamento lungo l'intera catena del valore.
FINANZIAMENTO
Ministero delle Imprese e del Made in Italy – Accordi per l'Innovazione (D.M. 4 settembre 2025)
CODICE PROGETTO
F/400113/01-05/X79
DURATA
Ottobre 2026 — Settembre 2029 (in corso)
IL CONTESTO
L'industria ceramica italiana è un riferimento mondiale per tecnologia e qualità del prodotto. La sua catena di fornitura, però, poggia in larga parte su materie prime importate: feldspati, argille e minerali strategici che arrivano da mercati lontani, esposti a instabilità geopolitiche, colli di bottiglia logistici e oscillazioni improvvise di prezzo e disponibilità. Le crisi degli ultimi anni hanno mostrato quanto rapidamente un approvvigionamento consolidato possa trasformarsi in una vulnerabilità strutturale per l'intero comparto.
Il paradosso è che una parte della risposta è già sul territorio. Le georisorse di Calabria e Sicilia sono documentate da decenni, ma restano in gran parte fuori dalle supply chain industriali: mancano dati omogenei, caratterizzazioni sistematiche e strumenti per valutarne l'idoneità tecnica, logistica ed economica. Lo stesso vale per le materie prime seconde: scarti minerari e residui del riciclo del vetro con un potenziale concreto negli impasti ceramici finiscono oggi, in parte, in discarica.
A monte c'è un problema di conoscenza. I dati geologici, chimici, logistici e normativi esistono, ma vivono in compartimenti separati che non comunicano, dentro le aziende e tra le aziende. Lo sviluppo di formulati e impasti procede ancora in larga misura per tentativi ed errori, mentre il quadro regolatorio europeo, dal CRM Act alla CSRD con gli standard ESRS fino al REACH, evolve a una velocità che rende insufficiente qualsiasi approccio puramente reattivo.
Affrontare questa condizione oggi significa cambiare paradigma: passare da una gestione che corregge a posteriori a una capacità di anticipare, in linea con le traiettorie dell'Industry 6.0 e con la crescente centralità dell'autonomia strategica sulle materie prime critiche.
Forniture esposte a shock geopolitici, logistici e di mercato
Georisorse del Mezzogiorno documentate ma assenti dalle supply chain industriali
Dati di filiera frammentati in silos che non comunicano tra loro
Norme che evolvono più velocemente della capacità delle imprese di adeguarsi
IL PROGETTO
TRACE sviluppa uno Specchio Cognitivo dei fattori di produzione ceramici: un sistema integrato che rappresenta e interpreta la complessità dei materiali e dei processi a monte della filiera, dall'approvvigionamento alla preparazione degli impasti. Non un archivio di dati né un semplice gemello digitale, ma un ambiente capace di correlare origine geologica delle risorse, proprietà dei materiali, prestazioni industriali, rischi di fornitura e vincoli normativi, e di simulare scenari alternativi prima che le decisioni vengano prese.
L'approccio non è di natura informatico-gestionale: è ingegneria della complessità dei materiali. La digitalizzazione è un mezzo abilitante; il cuore del progetto è la costruzione di modelli fisici, semantici e predittivi che riflettono il comportamento reale dei sistemi materiali. Per questo il percorso intreccia ricerca industriale e sviluppo sperimentale, e accompagna le soluzioni da livelli di maturità tecnologica iniziali fino alla validazione in ambiente operativo.
Rendere conoscibili le georisorse nazionali e i flussi di materiali: mappatura e caratterizzazione dei giacimenti calabresi e siciliani, dataset omogenei e interoperabili, sistemi di misura non distruttivi basati su tecniche capacitive, ultrasonore e termografiche per leggere gli impasti ceramici.
Sviluppare modelli predittivi che quantificano il rischio di approvvigionamento e l'impronta carbonica dei materiali in ingresso, trasformando valutazioni oggi manuali e statiche in un calcolo dinamico a supporto delle decisioni.
Progettare l'architettura dello Specchio Cognitivo e i motori di AI-design che guidano la formulazione di additivi e materie per la stampa digitale, sostituendo la sperimentazione empirica con una progettazione predittiva.
Valorizzare scarti minerari e residui del riciclo del vetro in impasti ceramici rigenerativi, attraverso caratterizzazione avanzata, prototipazione e validazione progressiva fino alla scala industriale.
Tradurre l'evoluzione normativa in relazioni computabili: un modello cognitivo che collega norme, materiali, processi e requisiti di sicurezza, e consente di simulare in anticipo gli effetti dei cambiamenti regolatori.
Le cinque direttrici non procedono in parallelo: i dati generati dalla trasparenza alimentano i modelli di rischio, i modelli guidano lo Specchio Cognitivo, lo Specchio orienta lo sviluppo dei materiali rigenerativi e la lettura degli scenari normativi. È questa integrazione a fare di TRACE un percorso strutturato e progressivo, non una somma di attività.
IL PERCORSO
TRACE si sviluppa lungo 36 mesi in cui ricerca e sperimentazione si alimentano a vicenda. Il percorso può essere letto in tre grandi movimenti, ognuno dei quali costruisce sul precedente.
FASE 1
In corso
Il lavoro è partito dalle fondamenta conoscitive. Sono in corso le campagne di mappatura delle georisorse calabresi e siciliane, con il censimento dei siti estrattivi, le ricognizioni sul campo e i primi campionamenti. Procede in parallelo la mappatura formale dei processi chimici e minerari, che rende esplicita una conoscenza finora distribuita e non formalizzata, e l'impostazione dell'infrastruttura cognitiva: modello informativo, ontologie materiali-processo, protocolli di qualità del dato. È stata avviata anche la raccolta e classificazione dei testi normativi che alimenteranno il modulo di normative intelligence.
FASE 2
Prossimi sviluppi
Le conoscenze raccolte diventeranno modelli. Questa fase prevede la caratterizzazione avanzata dei materiali, le formulazioni di laboratorio e le prove di cottura, lo sviluppo dei sistemi di misura non distruttivi, la costruzione dei motori di calcolo per il rischio di fornitura e l'impronta carbonica, i modelli di AI-design per additivi e materie digitali, la progressiva costruzione e calibrazione dello Specchio Cognitivo e dei modelli predittivi normativi.
FASE 3
Prossimi sviluppi
L'ultimo movimento porterà i risultati in ambiente operativo: il recupero della granella di vetro su scala industriale, i lotti pilota e industriali di impasti rigenerativi, la verifica in fabbrica dei fluidificanti e delle materie digitali progettati con il supporto dell'intelligenza artificiale, l'implementazione dello Specchio Cognitivo nei processi reali e la valutazione delle prestazioni ambientali con metriche LCA ed ESG.
I RISULTATI
TRACE è nella sua fase iniziale e i suoi primi risultati vanno letti per quello che sono: parziali, in evoluzione e deliberatamente strutturali. In un progetto che costruisce un sistema cognitivo, la qualità delle fondamenta determina tutto ciò che verrà dopo. È su queste che il lavoro si sta concentrando.
tonnellate di materiale minerario da portare a caratterizzazione digitale
nuovi siti minerari del Mezzogiorno, come minimo, da qualificare per la filiera ceramica
di contenuto minimo di materia seconda nei materiali rigenerativi da validare
di riduzione minima dell'impronta carbonica dei materiali rigenerativi rispetto agli equivalenti convenzionali
Le campagne di mappatura in Calabria e Sicilia sono operative: censimento dei siti estrattivi, ricognizioni sul campo, primi campionamenti e avvio delle caratterizzazioni. Materiali documentati da decenni ma rimasti fuori dalle catene di fornitura cominciano a essere descritti con dati omogenei e confrontabili, il primo requisito per valutarne l'impiego industriale. È il passaggio da un potenziale noto a una conoscenza utilizzabile.
È in corso la mappatura formale dei flussi chimici e minerari: rappresentazioni strutturate dei processi, identificazione dei nodi critici, digitalizzazione di vincoli finora affidati all'esperienza delle persone. Il valore è prima di tutto organizzativo: una conoscenza tacita e distribuita si trasforma in modelli verificabili, condizione necessaria per qualsiasi algoritmo predittivo.
La progettazione del modello informativo dello Specchio Cognitivo è avviata: entità, relazioni, ontologie materiali-processo e protocolli di qualità del dato che permetteranno a informazioni geologiche, chimiche, produttive e normative di parlare la stessa lingua. Cinque organizzazioni con linguaggi tecnici diversi stanno costruendo un vocabolario comune; senza questo passaggio nessuna integrazione sarebbe possibile.
È partita la raccolta e classificazione dei testi regolatori rilevanti per la filiera, dal CRM Act alla CSRD fino al REACH, che alimenteranno il knowledge graph normativo. La norma smette di essere un adempimento da inseguire e viene trattata come una variabile strutturale del sistema produttivo, da rappresentare e simulare.
Presi singolarmente sono output intermedi. Insieme costituiscono l'infrastruttura conoscitiva su cui poggerà l'intero progetto: i dataset sulle georisorse alimenteranno i modelli predittivi e le nuove formulazioni, le mappature di processo definiranno i vincoli entro cui lo Specchio Cognitivo dovrà ragionare, l'architettura dati renderà possibile l'integrazione, il perimetro normativo permetterà di simulare gli scenari regolatori. Anche la dimensione ambientale è dentro il sistema fin dall'inizio: le materie prime seconde fanno parte del perimetro di indagine dall'avvio e i criteri di sostenibilità e circolarità accompagnano le caratterizzazioni, non arrivano alla fine come verifica.
I traguardi dichiarati in apertura non sono gli unici indicatori del percorso. Accanto a essi il progetto misurerà l'affidabilità predittiva dello Specchio Cognitivo sui processi reali, la capacità della granella di vetro recuperata di sostituire i fondenti primari negli impasti e le migliaia di tonnellate di scarti minerari valutate per l'impiego industriale. Ogni indicatore ha lo stesso ruolo: rendere verificabile, passo dopo passo, la distanza tra dove il progetto si trova e dove intende arrivare.
Il valore atteso, infine, non si esaurisce nella ceramica. I metodi e le architetture in costruzione, dalla rappresentazione cognitiva delle supply chain ai modelli di rischio fino all'AI-design delle formulazioni, sono per natura trasferibili ad altri comparti manifatturieri ad alta intensità di materiali e con catene di fornitura complesse, e scalabili oltre i siti direttamente coinvolti nel progetto.
LA PARTNERSHIP
TRACE riunisce chi estrae e valorizza le materie prime, chi sviluppa la chimica di processo, chi produce ceramica e chi studia georisorse, materiali e modelli. Non una somma di fornitori, ma un ecosistema in cui ogni competenza è condizione delle altre.
Zschimmer & Schwarz Ceramco coordina il progetto e costituisce il centro di competenza per la chimica speciale della ceramica di un gruppo internazionale. Contribuisce con il know-how formulativo su fluidificanti e materie per la stampa digitale e con lo sviluppo dei motori predittivi che portano l'AI-design nella progettazione chimica.
Gruppo Ceramiche Gresmalt porta il contesto industriale ceramico: stabilimenti, dati di processo e una struttura di ricerca e sviluppo integrata nei processi produttivi. È l'ambiente in cui lo Specchio Cognitivo e i materiali rigenerativi si misureranno con le condizioni operative reali.
Sibelco Italia, parte di un gruppo globale nelle soluzioni per i materiali, unisce la conoscenza dei processi estrattivi e delle materie prime minerali a una presenza consolidata nel riciclo del vetro in Italia. Porta nel progetto i dati della fornitura mineraria e l'esperienza sulle materie prime seconde.
Università della Calabria partecipa con due Dipartimenti complementari: il Dipartimento di Biologia, Ecologia e Scienze della Terra (DiBEST), che porta le competenze di caratterizzazione minero-petrografica e geochimica delle georisorse, e il Dipartimento di Ingegneria Informatica, Modellistica, Elettronica e Sistemistica (DIMES), specializzato in diagnostica non distruttiva, cui fanno capo i sistemi di misura capacitivi, ultrasonori e termografici e l'elaborazione dei dati che ne deriva.
Università degli Studi di Palermo opera attraverso il Dipartimento di Scienze della Terra e del Mare (DiSTeM), cui fanno capo la mappatura, la modellazione geologica tridimensionale e la caratterizzazione delle georisorse siciliane insieme ai modelli predittivi dei flussi materiali, e il Centro per la Sostenibilità e la Transizione Ecologica (CSTE), che cura le valutazioni di sostenibilità e circolarità lungo il ciclo di vita.
L'IMPATTO
Davanti al progetto c'è la parte più impegnativa del percorso: trasformare le fondamenta conoscitive in capacità operative. Nei prossimi mesi il lavoro si concentrerà su caratterizzazioni avanzate, formulazioni sperimentali, sviluppo dei sistemi di misura e dei primi motori di calcolo. Verranno poi la costruzione e la calibrazione dello Specchio Cognitivo, lo sviluppo sperimentale dei materiali rigenerativi e la validazione industriale delle soluzioni, dai fluidificanti alle materie digitali progettate con il supporto dell'intelligenza artificiale, fino all'implementazione del sistema cognitivo nei processi reali e alla misurazione delle sue prestazioni ambientali.
La visione che guida il lavoro è quella di una filiera capace di decidere prima: valutare una materia prima prima di dipenderne, un rischio di fornitura prima che si manifesti, una norma prima che entri in vigore, un materiale rigenerativo prima di industrializzarlo. Una filiera in cui l'autonomia strategica non è uno slogan ma l'effetto di una conoscenza strutturata, in cui le risorse del Mezzogiorno diventano parte attiva della catena del valore e la sostenibilità è misurata, non dichiarata.
TRACE è all'inizio del suo percorso. Ciò che sta costruendo oggi non si vede ancora nei prodotti, ma è la condizione di tutto quello che verrà: un sistema che apprende dalla realtà dei materiali per anticipare quella dei mercati, delle norme e dei rischi.